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NAPOLI LANCIA LA SFIDA AL MELANOMA. “Vogliamo cronicizzare la malattia”

Napoli, 3 dicembre 2010 – Nasce un ponte tra Napoli e gli Stati Uniti per lo studio e la ricerca sul melanoma. Grazie alla straordinaria capacità di attrarre “cervelli” dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale”, il 6-7 dicembre si riuniranno a Villa Doria D’Angri più di 150 esperti da tutto il mondo nel convegno internazionale “Melanoma Research: a bridge Naples-USA”, per fare il punto sulle ultime terapie per sconfiggere uno dei tumori più aggressivi. Clinici e ricercatori discuteranno per definire strategie innovative. Ogni anno nel nostro Paese si registrano 7000 nuove diagnosi (in Campania 400) e 1500 decessi per melanoma. “L’incidenza di questa neoplasia – afferma il prof. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ - è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altra (negli ultimi 10 anni infatti si è registrato un incremento di circa il 30%), ad eccezione di quelle maligne del polmone nelle donne. E l’età dei malati si sta abbassando progressivamente. Le cause sono da ricondurre ad abitudini sbagliate nell’esporsi al sole, agli eritemi accumulati durante l’infanzia e all’uso delle lampade abbronzanti, equiparate al fumo sigaretta per rischio cancerogeno”. Anche negli Stati Uniti, dove ogni anno si registrano circa 68mila nuove diagnosi, questo tumore è uno tra i più frequenti nelle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Tra i relatori del convegno, il prof. Francesco Marincola, Direttore della Sezione malattie immunogenetiche e infettive presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda (USA), il secondo scienziato più citato al mondo per le sue ricerche sul melanoma con oltre 350 pubblicazioni. “Per la prima volta dopo 30 anni – spiega il prof. Marincola -, nel 2010 abbiamo assistito a una svolta nella lotta contro questa forma di cancro grazie alla dimostrazione, da parte di ampi studi di Fase III, che l’immunoterapia è efficace nel migliorare la sopravvivenza. È necessario ricorrere alla combinazione di terapie che possano attaccare la malattia da diversi fronti. La sfida da vincere è quella di cronicizzare la neoplasia, così come avvenuto in passato con l’HIV e con altre patologie infettive come la tubercolosi. Le difficoltà che affrontiamo sono rappresentate da una incompleta e frammentata comprensione del tumore e della sua biologia immunitaria”. L’NIH e l’Istituto “Pascale” collaborano da molti anni e questo convegno certifica la convergenza tra le due strutture. Ma quali sono le categorie più a rischio? “Potremmo definirlo la malattia dei ‘colletti bianchi’ – sottolinea il prof. Nicola Mozzillo, Direttore del Dipartimento Melanoma e Tessuti Molli del ‘Pascale’ -, perché si riscontra in particolare tra quelle figure professionali che si espongono al sole per troppe ore e solo in alcuni periodi dell’anno, ad esempio durante la settimana di ferie”. Il Convegno del 6-7 dicembre dimostra il “peso” internazionale del “Pascale”. “Il nostro è l’unico Istituto in Italia suddiviso in Dipartimenti d’organo, proprio partendo dal successo ottenuto dal gruppo che si occupa del melanoma – afferma il prof. Antonio Pedicini, Direttore Generale del ‘Pascale’ -. Con questo tipo di organizzazione si uniscono professionalità che migliorano il trattamento dei pazienti. Avvieremo anche un master in comunicazione istituzionale, perché è importante trasmettere anche all’esterno ciò che si realizza. Da anni l’Istituto è protagonista della ricerca clinica e sperimentale in oncologia sulla scena internazionale, anche se questo risultato non è molto noto a causa di un vuoto di informazione”. Il “Dipartimento Melanoma e Tessuti molli” è una vera e propria task force multidisciplinare composta da specialisti provenienti da diverse aree. “Rappresentiamo una realtà unica nel panorama sanitario nazionale e abbiamo ricevuto prestigiosi riconoscimenti anche al di fuori del nostro Paese – continua il prof. Mozzillo -. Eseguiamo ogni anno 30mila visite per questa neoplasia e 700 nuove diagnosi (da quelle iniziali a quelle avanzate al III e IV Stadio). I nostri più importanti interlocutori si trovano negli Stati Uniti e in Australia. Il John Wayne Cancer Institute di Santa Monica (California, USA), una delle più prestigiose ‘cattedrali’ per la ricerca sul melanoma, con cui abbiamo una lunga tradizione di collaborazione sul piano scientifico, in una recente Newsletter ha riconosciuto a livello mondiale il nostro Dipartimento come esempio di organizzazione per la gestione di questa patologia”. Il “Pascale” è uno dei centri che ha guidato la sperimentazione in Italia di ipilimumab, un anticorpo monoclonale che ha una modalità d’azione rivoluzionaria (attualmente utilizzato solo per uso compassionevole e in attesa di registrazione). “La molecola – spiega il prof Ascierto - agisce al livello delle cellule del sistema immunitario, attraverso un meccanismo target che rimuove i ‘blocchi’ della risposta immunitaria antitumorale. A un anno sopravvive solo il 25% dei pazienti, con ipilimumab questa stessa percentuale è viva dopo 24 mesi. Un risultato straordinario”. “Si stanno facendo progressi molto importanti anche nella elaborazione di un vaccino che potrebbe bloccare l’insorgenza o la trasformazione dei nei funzionali o di quelli atipici in melanoma – conclude il prof. Aldo Vecchione, Direttore Scientifico del ‘Pascale’ -. Il nostro Istituto è un centro di riferimento non solo per il Mezzogiorno ma anche per tutta l’Italia, perché alcuni dei nostri pazienti vengono dalle Regioni settentrionali. È una delle più importanti strutture nel nostro Paese e fra le prime tre in Europa per il trattamento di questa malattia”.



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